Il desiderio di allontanarsi dalla routine quotidiana è spesso il primo passo verso una scoperta interiore. Per molte donne, soprattutto quelle con figli, il concetto di partire in solitaria può apparire spaventoso, mentre organizzare una vacanza con tutta la famiglia sembra l’unica via percorribile. Due testimonianze recenti offrono una prospettiva equilibrata: la prima narra di una madre che ha affrontato un viaggio di lavoro senza la propria famiglia, la seconda di una consulente di viaggio che ha trasformato le vacanze familiari in esperienze educative per i propri adolescenti.
Queste storie dimostrano che il viaggio non è solo un cambio di scenario geografico, ma un’opportunità per rinegoziare i ruoli, riscoprire le proprie capacità e, al contempo, insegnare ai propri figli il valore della curiosità e del rispetto per culture diverse.
Il viaggio in solitaria di Kris Ann Valdez: una prova di indipendenza
Kris Ann Valdez, madre di tre bambini e prossima a compiere 38 anni, è stata costretta a prendere una decisione difficile lo scorso anno: lasciare marito e figli per partecipare a una conferenza di lavoro a Dover, Delaware. Prima della partenza, l’idea di gestire imprevisti senza il sostegno familiare le ha generato ansia; la sua mente dipingeva scenari in cui la mancanza di aiuto potesse compromettere sia la vita professionale che quella personale.
Una volta arrivata, però, la realtà si è dimostrata più gestibile di quanto temesse. In sei giorni ha organizzato spostamenti, incontri e momenti di relax senza alcuna dipendenza da altri, scoprendo una flessibilità personale che non sapeva di possedere. Dopo la conferenza ha deciso di prolungare il soggiorno di due giorni, visitando dimore storiche, giardini e musei secondo i propri gusti, senza dover mediare le preferenze di marito o figli. Questa esperienza le ha insegnato che stare lontano non equivale a trascurare la famiglia, ma rappresenta un spazio di crescita dove è possibile riconnettersi con la propria autonomia.
Arianna Gianola e le vacanze con tre adolescenti: trasformare la routine in avventura
Arianna Gianola, consulente di viaggio e madre di tre ragazzi di 18, 16 e 11 anni, ha fondato il blog MoreLifeInTravel nel 2025, ispirata dal decimo anniversario del trapianto di suo figlio. Dopo aver vissuto in più di cinquanta paesi, ha orientato la sua professionale verso viaggi che offrano valore educativo a tutta la famiglia. La sua filosofia è chiara: il viaggio deve “aggiungere vita alla vita”, insegnando ai giovani il rispetto per le diversità culturali e promuovendo esperienze solidali.
Nel suo operato quotidiano, Arianna sottolinea l’importanza di coinvolgere i ragazzi nella programmazione: ascoltare le loro idee, scegliere attività che li facciano sentire protagonisti e accettare l’imprevisto come parte del divertimento. Il risultato è una vacanza che non segue uno schema predefinito, ma si adatta ai ritmi e agli interessi di ciascuno, creando ricordi duraturi. Tra le sue proposte preferite troviamo viaggi solidali, programmazioni scolastiche all’estero e simulazioni organizzate dalle Nazioni Unite, tutti pensati per stimolare la cittadinanza attiva dei giovani.
Consigli pratici di Arianna per viaggiare con adolescenti
Tra i suggerimenti più utili, Arianna consiglia di mettere nello “zaino metaforico” la curiosità e la capacità di adattarsi. Partecipare a incontri con persone di contesti molto diversi – come una coppia nello Sri Lanka o un fondatore di una scuola a Zanzibar – arricchisce la percezione del mondo e dimostra che, nonostante le differenze, molte sfide sono comuni. Inoltre, suggerisce di scegliere destinazioni che offrano spazi di confronto linguistico e culturale, evitando itinerari eccessivamente programmati, perché spesso le esperienze più memorabili nascono da momenti imprevisti.
Questi principi si sono rivelati efficaci anche per le vacanze della sua famiglia: i ragazzi hanno imparato a rallentare, a dare spazio all’imprevisto e a partecipare attivamente alle decisioni. Il risultato è stato un viaggio che ha rafforzato il legame genitore-figlio, dimostrando che non è necessario attendere che i bambini siano “grandi” per esplorare il mondo insieme.
Le due esperienze – il viaggio in solitaria di Kris Ann e le vacanze familiari di Arianna – si completano a vicenda, offrendo una panoramica su come l’autonomia personale e la cooperazione familiare possano coesistere. Mentre la prima storia insegna che prendersi una pausa per sé è fondamentale per mantenere un equilibrio emotivo, la seconda dimostra che coinvolgere i figli nella creazione di ricordi condivisi può trasformare una semplice vacanza in un percorso di crescita collettiva.



