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7 Settembre 2026

Proteggere i dati sanitari: le nuove sfide della sicurezza digitale

Scopri come i recenti attacchi informatici stanno cambiando la gestione dei dati sensibili

Proteggere i dati sanitari: le nuove sfide della sicurezza digitale

Negli ultimi mesi, il settore sanitario italiano ha affrontato una serie di sfide legate alla sicurezza informatica. Dagli attacchi ai sistemi ospedalieri alla crescita dell’uso di strumenti di protezione digitale, la gestione dei dati sensibili è diventata una priorità assoluta. Questo articolo esplora le ultime minacce e le soluzioni adottate per proteggere le informazioni sanitarie.

La sicurezza informatica nel settore sanitario è diventata una questione critica. Con l’aumento degli attacchi informatici, le strutture sanitarie devono adottare misure sempre più avanzate per proteggere i dati dei pazienti. Questo articolo esamina le ultime minacce e le soluzioni adottate per garantire la sicurezza delle informazioni sanitarie.

Attacchi informatici e malfunzionamenti nei sistemi sanitari

Recentemente, il Policlinico di Udine ha subito un malfunzionamento ai server che ha bloccato i sistemi informatici della struttura. Sebbene non ci siano prove di un attacco hacker, l’incidente ha causato disagi ai pazienti. “Ero qui per un prelievo, ma mi hanno detto di tornare per un problema ai computer”, ha dichiarato un utente. La situazione è rientrata dopo il ripristino dei server, ma l’episodio ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi sanitari.

Anche il Policlinico di Trieste ha subito un attacco informatico che ha causato il blocco delle visite per due settimane. “Devo fare delle visite, ma mi hanno detto che sono in blocco da due settimane. Devo tornare tra dieci giorni, forse, perché sto cercando un’alternativa”, ha dichiarato un paziente. Gli interventi sono ripresi, ma l’attività procede ancora a rilento.

Protocollo di collaborazione tra Polizia e Azienda Sanitaria Giuliano Isontina

Per contrastare le minacce informatiche, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Polizia e l’Azienda Sanitaria Giuliano Isontina. “Si tratta di un protocollo standard che facciamo in tutta Italia con molte aziende sanitarie per tutelare i dati e la struttura informatica delle aziende sanitarie”, ha spiegato Lilia Fredella, Questore di Trieste.

Il protocollo prevede la formazione congiunta sulle tecnologie informatiche, l’adozione condivisa di procedure d’intervento, la comunicazione tempestiva in caso di emergenza e la segnalazione di vulnerabilità e incidenti. “Ogni volta che c’è un attacco, quando va a buon fine, è perché una risorsa umana ha sbagliato qualcosa. Non ha aggiornato l’antivirus, usa le sue credenziali da venti anni o apre link senza saperne la provenienza”, ha dichiarato Michela Sambuchi, dirigente del Centro Operativo regionale per la sicurezza cibernetica.

I dati dei fascicoli sanitari sono già protetti in un quadro di collaborazione tra la società Insiel e la Polizia. Il protocollo si concentra sui sistemi utilizzati dai dipendenti dell’azienda sanitaria. “L’azienda sanitaria è un’infrastruttura sensibile, quindi noi abbiamo cura di questi dati che sono personali, riguardanti la salute. Questo protocollo ci consente di mettere a sistema competenze, informazioni, procedure condivise”, ha affermato Antonio Poggiana, direttore generale di Asugi.

Crescita dell’uso delle VPN gratuite a Ragusa e in Italia

A Ragusa e in tutta Italia, si registra una crescita costante dell’uso delle VPN gratuite strumenti che stanno trasformando il modo di navigare in rete. La necessità di proteggere i dati personali sta guidando un cambiamento nelle abitudini dei cittadini, unendo la sicurezza informatica alla vita quotidiana delle comunità.

Il fenomeno che sta interessando la provincia di Ragusa riflette una tendenza nazionale sempre più marcata. La centralità della vita digitale e il bisogno di proteggere le informazioni riservate stanno portando i cittadini a utilizzare strumenti per la navigazione sicura. Questo movimento è particolarmente visibile nelle aree dove la mobilità e il lavoro da remoto si intrecciano.

La difesa contro il furto di dati e la vulnerabilità del web è diventata una priorità. Strumenti come i data leak checker sono sempre più diffusi. Questi software verificano se le credenziali personali siano state sottratte indebitamente o diffuse su piattaforme terze. L’uso frequente di reti informatiche pubbliche e non protette amplia i margini di vulnerabilità, esponendo i dati a possibili intercettazioni e attacchi informatici.

La protezione delle infrastrutture critiche è un tema che tocca da vicino anche i sistemi sanitari, che negli anni hanno subito ripetuti attacchi. La necessità di proteggere i dati non è quindi solo una questione di privacy individuale, ma una sfida di sicurezza nazionale. In Sicilia, e in particolare nella provincia di Ragusa, la crescita dell’uso di questi strumenti è evidente tra i lavoratori che operano da remoto e i professionisti che si spostano sul territorio.

Mentre la tecnologia offre una difesa primaria, emergono nuove sfide operative. L’elaborazione continua di enormi quantità di dati richiede infrastrutture server ad alte prestazioni e con un elevato consumo energetico. Per questo motivo, le imprese del settore tecnologico sono spinte a sviluppare soluzioni sostenibili basate su risorse energetiche rinnovabili, cercando di limitare l’impatto ambientale legato alla gestione delle banche dati.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.