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10 Giugno 2026

Proteste anti-immigrati a Belfast: l’aggressione che ha scatenato la rabbia

Un'aggressione a Belfast ha scatenato proteste anti-immigrati che hanno portato a incendi e scontri con la polizia.

Proteste anti-immigrati a Belfast: l'aggressione che ha scatenato la rabbia

La quiete di Belfast è stata spezzata da un atto di violenza che ha scatenato una reazione a catena di proteste e disordini. Un rifugiato sudanese di 30 anni ha aggredito un uomo di 40 anni, tentando di decapitarlo. L’evento, ripreso in un video che ha fatto il giro del web, ha innescato una spirale di violenza che ha visto incendi, scontri con la polizia e manifestazioni anti-immigrati in tutta l’Irlanda del Nord.

L’aggressione che ha scatenato la rabbia

L’aggressione è avvenuta nel nord di Belfast, dove il rifugiato sudanese ha immobilizzato la vittima a terra e l’ha colpita ripetutamente con un coltello. Secondo le ricostruzioni, il tentativo di decapitazione è stato sventato grazie all’intervento di alcuni passanti, uno dei quali ha usato un bastone da hurling per fermare l’aggressore. La vittima è rimasta gravemente ferita, con lesioni significative al volto, al collo e alla schiena.

Il percorso del rifugiato

L’aggressore, un rifugiato sudanese di 30 anni, aveva ottenuto lo status di rifugiato e un permesso di soggiorno valido fino al 2028. Era arrivato in Irlanda del Nord nel 2026, dopo aver lasciato il Sudan per raggiungere Parigi e poi Dublino. Le autorità hanno escluso che l’aggressione fosse un atto terroristico, ma le indagini sono ancora in corso per fare chiarezza sulle motivazioni dell’attacco.

Proteste e violenza nelle strade

La notizia dell’aggressione ha scatenato una serie di proteste anti-immigrati che hanno portato a incendi e scontri con la polizia. Un autobus è stato dato alle fiamme, e i trasporti pubblici sono stati interrotti per precauzione. La premier Michelle O’Neill ha condannato duramente la violenza, definendo i manifestanti “teppisti e delinquenti”.

La risposta delle autorità

Il governo laburista di Keir Starmer e le autorità locali hanno lanciato un appello alla calma, temendo nuovi disordini. Tuttavia, la tensione è salita rapidamente, e le proteste si sono estese a tutta la contea di Antrim e ad altre località dell’Irlanda del Nord. La polizia ha dovuto intervenire per spegnere gli incendi, ma in alcuni casi i vigili del fuoco sono stati messi in fuga dai dimostranti.

Lo scontro politico

L’aggressione ha riacceso il dibattito politico sull’immigrazione e la sicurezza. Il premier Starmer ha definito l’aggressione “ripugnante”, invocando la tolleranza zero per episodi di violenza. Il ministro per l’Irlanda del Nord Hilary Benn ha chiesto di evitare manifestazioni di protesta violente. Tuttavia, lo scontro politico è subito iniziato, con Nigel Farage, leader del partito Reform Uk, che ha chiesto di rivelare l’identità e lo status migratorio dell’aggressore.

L’aggressione a Belfast ha scosso un Paese già segnato dalle profonde polemiche per il caso di Henry Nowak, un 18enne accoltellato a morte a Southampton da un giovane britannico di radici indiane sikh. L’evento ha riportato alla luce le tensioni sociali e le divisioni politiche sul tema dell’immigrazione, rendendo la situazione ancora più esplosiva.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.