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28 Luglio 2026

Proteste in Alta Valcamonica per la chiusura dell’ambulatorio pediatrico

In Alta Valcamonica, i genitori denunciano la chiusura dell'ambulatorio pediatrico, costringendoli a percorrere 40 chilometri per le visite dei loro figli. Scopri la loro lotta per il diritto alla salute.

Proteste in Alta Valcamonica per la chiusura dell'ambulatorio pediatrico

In Alta Valcamonica, la chiusura dell’ambulatorio pediatrico di Edolo e Ponte di Legno ha scatenato la protesta delle famiglie locali. Da inizio luglio, i genitori sono costretti a percorrere 40 chilometri per raggiungere Cedegolo, l’unico centro attrezzato per le visite pediatriche. Un viaggio che, soprattutto durante la stagione turistica, può trasformarsi in un’odissea.

La situazione è critica: i genitori denunciano che i loro figli, soprattutto i più piccoli e fragili, sono costretti a viaggi estenuanti per ricevere cure essenziali. La mancanza di un presidio pediatrico locale rappresenta un grave disagio per le famiglie, che si trovano a dover affrontare difficoltà logistiche e emotive.

La protesta delle famiglie e la raccolta firme

Le famiglie di Edolo e Ponte di Legno hanno avviato una raccolta firme per chiedere il ripristino dell’ambulatorio pediatrico. Una lettera aperta, già firmata da circa 50 persone, denuncia la situazione di disagio e chiede alle istituzioni di intervenire. “Nei territori di montagna i diritti di base alla cittadinanza non sono pienamente garantiti”, si legge nella lettera.

La questione non è nuova: già alla fine del 2026, l’Alta Valcamonica era rimasta senza un presidio pediatrico per sei mesi a causa del fallimento di un bando straordinario. Solo grazie alla mobilitazione dei residenti, l’azienda sanitaria aveva tamponato l’emergenza incaricando una specialista che si divideva tra Ponte di Legno ed Edolo. Ora, però, il servizio è stato nuovamente sospeso, lasciando le famiglie senza assistenza.

Le difficoltà dei genitori e la richiesta di un presidio pediatrico

Portare un neonato alle visite di controllo o affrontare un lungo spostamento con un bambino malato rappresenta un disagio che non dovrebbe gravare su chi vive nelle aree montane. “Immaginate di dover portare vostra figlia di pochi mesi alle visite filtro, impiegando un’ora di viaggio”, scrivono i genitori nella lettera aperta.

Le famiglie sottolineano che la salute è un diritto costituzionale e come tale deve essere garantito. “La nostra società non può rinunciare a curare i bambini e trascurare la loro salute”, affermano. La mancanza di un presidio pediatrico locale costringe i genitori a rivolgersi a medici di medicina generale o alla sanità privata, con costi e disagi aggiuntivi.

“Come possiamo pensare che aumentino le nascite sul nostro territorio, già in calo demografico, se mancano i servizi essenziali per l’infanzia?”, si chiedono i genitori. La raccolta firme è ancora in corso e chi desidera aderire può inviare una mail con nome e cognome all’indirizzo [email protected].

La risposta delle istituzioni e le richieste dei cittadini

La Provincia di Massa-Carrara ha inviato una nota formale ai vertici della Regione Toscana e alla Direzione Generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, chiedendo l’apertura di un tavolo tecnico ufficiale tra Regione, Asl, Provincia e Unione dei Comuni. Il presidente della Provincia e sindaco di Aulla Roberto Valettini ha formalizzato tre richieste: l’apertura di un tavolo tecnico, l’individuazione di un presidio fisico decentrato in Lunigiana durante i sei mesi di test e il reperimento delle risorse necessarie per garantire la continuità assistenziale ai più piccoli.

“Guardiamo con assoluto rispetto alla sperimentazione attivata dalla Regione Toscana e ne comprendiamo lo sforzo organizzativo, specialmente a fronte della nota carenza di personale medico”, dichiara il presidente Valettini. “Tuttavia, un servizio fondamentale come la sanità pediatrica non può prescindere da una presenza fisica e di prossimità, soprattutto laddove i collegamenti stradali e le distanze geografiche rendono complessi gli spostamenti.”

L’azione della Provincia si pone a supporto della mobilitazione già avviata dagli amministratori locali. Il sindaco di Tresana, Mastrini, sostenuto dagli altri sindaci della Lunigiana, evidenzia da tempo la necessità di non escludere la vallata da un servizio essenziale, in un territorio già penalizzato dalla chiusura dei punti nascita. A rafforzare la battaglia è la risposta della cittadinanza alla petizione lanciata su, intitolata “Chiedere a Regione Toscana l’attivazione della Guardia medica pediatrica in Lunigiana”, che ha raccolto rapidamente un ampio consenso popolare.

“La risposta straordinaria della cittadinanza e la decisione del presidente Valettini di portare ufficialmente la nostra istanza sul tavolo della Regione dimostrano che la Lunigiana parla con una voce sola”, sottolinea Mastrini. “Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto del diritto alla salute per i nostri bambini e per le famiglie che scelgono di vivere nelle aree interne. Il teleconsulto può essere un supporto utile, ma non sostituirà mai la tranquillità di una visita medica in presenza.”

“Come ente di area vasta abbiamo il dovere politico e morale di non lasciare soli i sindaci e le famiglie in questa battaglia”, conclude il presidente Valettini. “La tecnologia e il teleconsulto medico tramite il 116117 con l’Ospedale Meyer sono strumenti preziosi, ma non possono sostituire la sicurezza di un medico in presenza sul territorio. Confido che questi sei mesi di test servano alla Regione e all’Azienda Sanitaria per analizzare i dati reali e ridisegnare il modello in un’ottica di reale equità sociale e territoriale.”

Autore

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.