Negli ultimi tempi il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale ha rilevato due tipologie di frode che si sono rapidamente diffuse sul web. La prima riguarda un finto sito che offre un bonus vacanze ufficiale, ormai abolito da anni. La seconda sfrutta, invece, le piattaforme di prenotazione di viaggi per ingannare gli utenti con richieste di dati sensibili.
Entrambe le truffe condividono la stessa logica: attirare la vittima con una promessa allettante, farle inserire informazioni personali e, infine, utilizzare tali dati per furti di identità o ricatti.
Il sito fasullo che propone il bonus vacanze inesistente
Il truffatore ha replicato il layout dell’Agenzia delle Entrate, copiando loghi, colori e struttura delle pagine. L’indirizzo palesa di truffa è agenzia* un dominio che a una rapida occhiata può confondersi con il reale . Il sito, infatti, contiene numerosi collegamenti verso i portali istituzionali, creando l’illusione di legittimità.
Come funziona la trappola digitale
Una volta sulla pagina, l’utente viene invitato a scegliere tra tre opzioni di accesso: SPID, CIE o un metodo “alternativo”. Le prime due rimandano ai siti ufficiali, ma la terza conduce a una schermata che richiede il caricamento della carta d’identità, della tessera sanitaria e della busta paga. Inserendo questi documenti, la vittima consegna direttamente ai cybercriminali informazioni sufficienti per fabricare identità falsi.
Frode alle prenotazioni di viaggio: un nuovo volto del phishing
Parallelamente, le piattaforme di viaggio stanno subendo un’ondata di attacchi di phishing sempre più sofisticati. I truffatori non si limitano più a inviare email, ma sfruttano applicazioni di messaggistica come WhatsApp, presentandosi come operatori di booking o host di Airbnb. Utilizzano dati di prenotazione genuini per guadagnare la fiducia della vittima.
ha registrato 14 milioni di tentativi di transazione fraudolenta e 26.000 account compromessi nell’ultimo anno. Airbnb, da parte sua, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione evidenziando che il 40 % della Generazione Z è già stata vittima di una truffa legata a viaggi o alloggi.
Segnali di allarme tipici
Tra i comportamenti più sospetti troviamo messaggi che chiedono di cliccare su un link per confermare una prenotazione, o richieste di pagamento fuori dalla piattaforma ufficiale. Spesso si accompagna la comunicazione con una scadenza imminente, spingendo l’utente a reagire d’impulso.
Le piattaforme coinvolte hanno fornito linee guida concrete: non aprire mai link non verificati, non condividere credenziali o dati di pagamento tramite messaggi non tracciabili, e contattare immediatamente il servizio clienti se si sospetta un tentativo di frode. Inoltre, è consigliabile verificare sempre l’URL del sito, assicurandosi che inizi con “https://” e che il dominio corrisponda a quello ufficiale.
In caso di diffusione dei propri documenti, è opportuno monitorare subito le proprie coordinate bancarie e segnalare l’accaduto alle autorità competenti per evitare ulteriori danni.



