L’estate 2026 ha confermato una tendenza evidente: le famiglie italiane stanno riducendo la durata delle proprie vacanze, ma al contempo vedono aumentare la bolletta complessiva. Secondo l’Osservatorio Findomestic, il 62% dei viaggiatori si è limitato a un periodo non superiore a una settimana, mentre la spesa media è passata da 1.847 euro a 2.130 euro, segnando un incremento di poco più del 15%. La differenza non è meramente dovuta a un allungamento del viaggio o a scelte di mete più esotiche, ma a un reale rincaro di diversi fattori di costo.
Le cause del rincaro: carburante, ristorazione e alloggio
Il carburante rappresenta la voce più pesante per il 80% degli intervistati, seguito da ristoranti e bar (65%) e da strutture ricettive (49%). Il prezzo della benzina e del diesel ha subito incrementi significativi nel corso dell’anno, condizionando non solo gli spostamenti in auto ma anche i costi dei trasporti pubblici e dei voli low-cost. Gli aumenti nei settori della ristorazione e dell’ospitalità hanno amplificato la pressione sul bilancio familiare, spingendo molte coppie a optare per sistemazioni più economiche o per ristoranti più modesti.
Nonostante la percezione di un’improvvisa pressione economica, il 68% dei viaggiatori ha dichiarato di aver rispettato il budget preventivamente fissato, mentre il 21% lo ha superato. Questo dato indica che, pur avendo dovuto affrontare costi più alti, la maggior parte delle famiglie ha cercato di contenere la spesa grazie a una pianificazione più attenta.
Rinunce e prospettive di spesa post-vacanze
L’effetto collaterale di queste spese più elevate è evidente nelle intenzioni di consumo dei mesi successivi. Il 34% delle famiglie prevede di dover rinunciare a qualche acquisto nei restanti mesi dell’anno, segno che le vacanze hanno assorbito risorse importanti. La percezione di una situazione economica problematica è salita dal 41% al 45%, mentre la percentuale di chi ha risparmiato negli ultimi mesi è scesa dal 61% al 55%. Al contempo, la propensione all’acquisto di beni durevoli, come auto nuove, è calata: solo il 13% dei consumatori si dichiara interessato a un acquisto di questo tipo, mentre l’interesse per l’usato è leggermente più alto (12%).
Il caso svizzero: budget vacanze più flessibili ma spesso superati
Un’indagine sulla popolazione svizzera, condotta da una banca nazionale, mostra un comportamento simile, sebbene con sfumature diverse. Il 94% dei partecipanti ha programmato le ferie per il 2026, con una predilezione marcata per le vacanze estive (72%). La maggior parte dei viaggiatori si è spostata all’estero, soprattutto in Europa, mentre solo il 28% ha trascorso le vacanze in territorio svizzero.
Per quanto riguarda il budget, il 43% degli intervistati ha stabilito un limite di spesa anticipato. Di questi, il 47% lo ha rispettato, il 9% ha speso meno e il 44% ha superato il tetto previsto. Le spese extra più frequenti riguardano vitto e bevande (61%), shopping e souvenir (48%) e attività ricreative come biglietti d’ingresso ed eventi (47%). La spesa media per le vacanze estive è di circa 2.400 franchi, con una durata media di 13 giorni; i viaggiatori romandi tendono a restare più a lungo (15 giorni) e a spendere di più (circa 2.700 franchi) rispetto ai loro omologhi della Svizzera tedesca.
Nonostante il superamento del budget, la soddisfazione rimane alta: il 46% dei viaggiatori è contento di essersi concesso qualche “strappo” alle regole, e il 55% ritiene di mantenere il controllo delle proprie finanze. Solo il 9% si pente dell’eccesso di spesa, dimostrando che la percezione di valore dell’esperienza supera spesso il rischio di un piccolo deficit economico.
Le famiglie stanno adottando strategie di risparmio più rigorose per compensare gli aumenti, ma la ricerca di esperienze piacevoli rimane una priorità, anche a costo di superare il budget iniziale.



