Le vacanze dovrebbero essere un momento di relax e rigenerazione, ma per molti italiani si stanno trasformando in un’ulteriore fonte di stress. Il fenomeno della vacanza-performance è sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, che vivono le ferie con ansia e pressione, cercando di vivere esperienze perfette da condividere sui social media.
Una ricerca condotta tra il 7 e l’8 luglio 2026 ha rivelato che il 90% dei giovani tra i 18 e i 34 anni va in vacanza, ma solo il 39% torna davvero riposato. Questo paradosso è legato a diversi fattori, tra cui la pressione sociale, l’organizzazione complessa e la difficoltà a disconnettersi completamente dal lavoro.
L’impatto dei social media sulle vacanze
I social media giocano un ruolo cruciale nel modo in cui i giovani vivono le vacanze. Il 70% dei 18-34enni dichiara di sentirsi influenzato dai social rispetto alle proprie vacanze, una percentuale più che doppia rispetto agli over 55. La vacanza diventa così un’esperienza da costruire anche attraverso lo sguardo degli altri, con la pressione di scegliere la meta giusta, vivere esperienze imperdibili e condividere momenti significativi.
Questa ricerca ha anche evidenziato che il 45% dei giovani ha vissuto un episodio di malessere nei primi giorni di vacanza, probabilmente legato allo stress accumulato nei mesi precedenti o al brusco cambio di ritmo e abitudini. Tra gli over 55, la percentuale scende al 20%, mostrando una differenza significativa tra le generazioni.
Le difficoltà organizzative e il costo delle vacanze
L’organizzazione della vacanza è già fonte di stress per quasi un italiano su due. Il principale motivo di preoccupazione è il budget, seguito dall’organizzazione del viaggio e dagli spostamenti. Per sostenere i costi delle vacanze, il 43,6% degli italiani dichiara di dover fare compromessi economici durante l’anno, rinunciando ad acquisti personali, ristoranti e attività sportive o di benessere.
Anche quando iniziano le ferie, il lavoro continua spesso ad essere presente. Il 69,8% degli italiani controlla e-mail o messaggi di lavoro ogni giorno o quando necessario, mentre il 21,5% dichiara di non riuscire mai a disconnettersi completamente. Questo fenomeno, noto come Leisure Sickness Syndrome mostra come il corpo possa manifestare la fatica accumulata proprio nel momento in cui finalmente ci fermiamo.
Come rigenerarsi davvero
Secondo gli esperti, per un miglior benessere occorrerebbe poter fare le valigie più spesso e, una volta in vacanza, dedicarsi a se stessi, attraverso una disconnessione reale. La psicologa Angela Persico suggerisce di imparare a fermarsi anche quando si è al lavoro, distribuendo nel corso dell’anno micro-pause di recupero, come un weekend per staccare davvero o un’ora al giorno dedicata a sé stessi.
Le vacanze possono effettivamente migliorare il benessere, ma i benefici tendono a ridursi dopo il ritorno alla routine. Per questo, è importante imparare a gestire lo stress e a godersi davvero il proprio tempo libero, senza la pressione di dover vivere esperienze perfette o condividerle sui social media.



