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11 Giugno 2026

Assoluzione per Louis Dassilva: il caso Paganelli e le incongruenze delle indagini

Louis Dassilva, accusato dell'omicidio di Pierina Paganelli, è stato assolto in primo grado. La sentenza ha ribaltato l'impostazione della Procura di Rimini.

Assoluzione per Louis Dassilva: il caso Paganelli e le incongruenze delle indagini

La sentenza di assoluzione per Louis Dassilva ha segnato un punto di svolta nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. Dopo quasi due anni di detenzione preventiva, Dassilva è stato scarcerato, lasciando molti interrogativi irrisolti. La decisione della Corte di Assise di Rimini ha ribaltato l’impostazione seguita dalla Procura, che aveva individuato in Dassilva il principale indiziato.

La vicenda ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, soprattutto per la violenza del delitto e le circostanze misteriose che lo circondano. Pierina Paganelli, una pensionata di 78 anni, fu trovata morta nel garage di via del Ciclamino a Rimini il 4. Le indagini si concentrarono fin dall’inizio sull’ambiente familiare e condominiale, con la Squadra Mobile impegnata a ricostruire relazioni e movimenti.

Le indagini e le incongruenze

Uno degli elementi principali su cui si fondava l’accusa era rappresentato dalle immagini registrate da una telecamera di sorveglianza. Nel video, alle 22:17 della sera dell’omicidio, compariva una persona di carnagione scura ripresa di spalle mentre si dirigeva verso il civico 31. Poiché Dassilva era l’unico residente di colore del complesso abitativo, gli inquirenti considerarono quelle immagini decisive.

Tuttavia, durante il processo, la difesa ha contestato con forza il valore probatorio del filmato e la mancanza di elementi certi capaci di collegare l’imputato al delitto. La Procura aveva ipotizzato un movente legato a una relazione extraconiugale tra Dassilva e Manuela Bianchi, la nuora di Pierina Paganelli. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe deciso di eliminare la pensionata per impedire che la donna venisse a conoscenza del loro rapporto.

La testimonianza di Manuela Bianchi

Manuela Bianchi, moglie di Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli, ha avuto un ruolo determinante nelle indagini. Dopo aver escluso l’ex marito di Paganelli, che era in Germania, le indagini si concentrarono sulle persone che vivevano in zona. Bianchi ha ammesso di aver avuto una relazione con Dassilva e di averlo incontrato nel garage di Paganelli prima di trovare il corpo della suocera.

La testimonianza di Bianchi è stata cruciale per l’accusa, ma la difesa ha sostenuto che le indagini fossero state eseguite in modo lacunoso e impreciso. Non fu mai trovato il DNA di Dassilva sulla scena del crimine, né l’arma del delitto. La difesa ha anche contestato l’assenza di ipotesi alternative.

Il verdetto e le reazioni

La sentenza di assoluzione è arrivata dopo una camera di consiglio durata oltre 16 ore. La Corte di Assise di Rimini ha assolto Dassilva per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste, due formule che indicano un’assoluzione piena. La decisione è stata accolta con gioia dai sostenitori di Dassilva, ma ha lasciato molti interrogativi irrisolti.

La Procura di Rimini ha annunciato che farà appello contro l’assoluzione. I legali dei figli di Pierina Paganelli hanno espresso rispetto per la sentenza, ma hanno dichiarato di non condividerla. Giuliano Saponi, Chiara e Giacomo Saponi sono rimasti fermi e impietriti quando è arrivata la sentenza di assoluzione per Dassilva.

Louis Dassilva, appena uscito dal carcere I Casetti di Rimini, ha riabbracciato la moglie Valeria Bartolucci. «Ha vinto la giustizia, è la rinascita della giustizia», ha detto commosso. La moglie ha aggiunto: «Non torneremo mai più in via del Ciclamino».

Il caso di Pierina Paganelli rimane ancora senza un colpevole accertato, e il mistero sulla sua morte continua a rimanere irrisolto. La sentenza di assoluzione per Louis Dassilva ha aperto nuove domande e ha lasciato molti dubbi sulle indagini condotte finora.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.