Le Case di comunità sono al centro del dibattito sulla riforma della sanità territoriale in Italia. Queste strutture, finanziate dal Pnrr rappresentano un investimento significativo per migliorare l’assistenza sanitaria, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di garantire servizi e personale adeguati.
In Basilicata, la Cisl ha organizzato un incontro per discutere dello stato dell’arte delle Case di comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali. Vincenzo Cavallo, segretario regionale della Cisl, ha sottolineato che queste strutture non sono solo edifici, ma un progetto di società. Tuttavia, la carenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari, soprattutto nel Mezzogiorno, rischia di trasformarle in scatole vuote.
L’accordo nel Lazio per popolare le Case di comunità
Nel Lazio, la Regione ha raggiunto un accordo con i medici di famiglia per garantire la presenza di personale nelle Case di comunità. L’intesa, prevista per il 26 giugno, prevede che i medici di base dedichino fino a sei ore a settimana a queste strutture, con una retribuzione di 38,72 euro per ogni ora lavorata. Questo accordo mira a evitare il rischio di strutture inutilizzate e a migliorare l’assistenza territoriale.
La Federazione italiana medici di medicina generale del Lazio ha spiegato che l’accordo vale 55 milioni di euro aggiuntivi per la medicina generale e punta a migliorare l’assistenza sanitaria attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft). Queste aggregazioni raggruppano i medici di medicina generale su uno stesso territorio per garantire continuità delle cure e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Le criticità in Calabria e le osservazioni degli esperti
In Calabria, la realizzazione delle Case di comunità e degli ospedali di comunità ha subito ritardi significativi. Secondo i dati disponibili, su 61 progetti di Case di comunità e 20 di ospedali di comunità, solo 4 e 2 rispettivamente sono stati avviati. Gli esperti Giuseppe Brisinda e Tullio Laino avevano già previsto questi problemi, sottolineando l’importanza di affrontare il tema degli organici e dell’organizzazione sanitaria.
La Calabria, caratterizzata da aree montane e una pronunciata dispersione territoriale, rischia di vedere queste strutture prive di reale funzionalità assistenziale. Il Pnrr finanzia edifici, ristrutturazioni e tecnologie, ma non risolve il deficit strutturale degli organici, un problema particolarmente sentito in una regione che ha subito 16 anni di commissariamento sanitario.
Le Case di comunità rappresentano una promessa fragile del Pnrr, ma con un impegno concreto da parte delle regioni e una gestione efficace delle risorse, potrebbero diventare un punto di riferimento per la sanità territoriale italiana.



