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27 Giugno 2026

Come Cantiere Salute ha messo in rete buone pratiche per il Dm 77/2026

A Milano il format Cantiere Salute ha riunito attori della sanità per scambiarsi esempi concreti di organizzazione territoriale; Agenas ha evidenziato il ruolo del decreto Dm 77/2026 nella riorganizzazione dell'assistenza locale e l'impegno a supportare le Regioni nella sua attuazione

Come Cantiere Salute ha messo in rete buone pratiche per il Dm 77/2026

A Milano si è svolta la prima edizione del format Cantiere Salute un incontro pensato per favorire il dialogo tra chi ogni giorno opera nella sanità e le istituzioni che ne regolano lo sviluppo. L’evento ha raccolto operatori, enti regionali e rappresentanti nazionali con l’obiettivo di mettere a confronto esperienze pratiche e modelli organizzativi forieri di risultati misurabili.

Nel corso della giornata è emersa con chiarezza l’importanza di creare reti di buone pratiche che possano essere trasferite tra territori differenti, riducendo la frammentazione dei servizi e potenziando l’efficacia dell’assistenza sul territorio. A prendere la parola è stato Francesco Enrichens di Agenas che ha ribadito il valore dell’incontro nel favorire lo scambio operativo tra attori diversi.

Il ruolo di Agenas e il legame con il Dm 77/2026

Secondo quanto illustrato durante l’evento, Agenas ha lavorato come interlocutore tecnico nella costruzione del Dm 77/2026 il decreto che ridefinisce l’assistenza sanitaria territoriale in Italia. L’approccio evidenziato punta a favorire una governance più coordinata, con strumenti per sostenere sia le strutture esistenti sia le nuove organizzazioni di prossimità che rispondono ai bisogni locali.

Supporto operativo alle Regioni

Un punto concreto emerso è l’impegno di Agenas ad affiancare le Regioni nella fase di attuazione del decreto: questo sostegno include l’analisi delle pratiche virtuose, la diffusione di linee guida operative e il monitoraggio dei risultati. La strategia mira a tradurre una normativa nazionale in interventi adattati alle specificità regionali, riducendo i rischi di disomogeneità nella qualità dei servizi.

Cantiere Salute: format, partecipanti e obiettivi pratici

Il format, promosso da organizzazioni che lavorano sulla relazione tra medicina, territorio e innovazione, ha avuto come fine quello di creare un laboratorio pratico dove mettere a confronto metodologie che hanno già dimostrato efficacia. Durante la giornata sono state presentate esperienze concrete di gestione territoriale, percorsi di integrazione tra servizi e soluzioni tecnologiche per facilitare la continuità delle cure.

Chi ha partecipato e cosa è stato condiviso

All’incontro hanno preso parte operatori sanitari, dirigenti regionali e rappresentanti di realtà che hanno sperimentato approcci innovativi. I contributi hanno spaziato da modelli di monitoraggio remoto a progetti di integrazione tra medici di medicina generale e servizi di assistenza domiciliare, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti e l’efficienza complessiva del sistema.

Tra i temi pratici discussi, è emersa la necessità di standard condivisi per valutare l’impatto delle azioni locali e la convenienza di strumenti di sistema che permettano alle Regioni di scambiare risultati e adattare rapidamente le soluzioni efficaci. In questo contesto, Cantiere Salute è stato descritto come una piattaforma utile per accelerare la diffusione di pratiche replicabili.

Il carattere operativo dell’evento ha favorito un confronto diretto su criticità reali: dalla carenza di personale nelle aree più fragili alla necessità di infrastrutture tecnologiche adeguate per gestire la telemedicina. Le soluzioni proposte durante le sessioni di lavoro sono state presentate come esempi applicabili, non semplici linee teoriche, e rappresentano materiale prezioso per le Regioni impegnate nell’attuazione del Dm 77/2026.

L’approccio pratico e la disponibilità a condividere modelli replicabili sono stati sottolineati come fattori chiave per trasformare le indicazioni normative in servizi migliori per i cittadini.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.