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19 Ottobre 2026

Criminalità a Bologna: dalle memorie mafiose alle richieste di DNA

Bologna affronta nuove indagini sulla strage del 1980, mentre emergono dati su furti, zone rosse e una villa confiscata legata a traffici internazionali.

Criminalità a Bologna: dalle memorie mafiose alle richieste di DNA

Il canale Dossier di BolognaToday ha lanciato una nuova rubrica intitolata Memorie criminali con l’obiettivo di far emergere quelle storie che, seppur sepolte negli archivi, continuano a influenzare il presente della città. Il progetto parte da un caso emblematico: una villa di proprietà di Francesco Ventrici, sequestrata a San Marino di Bentivoglio, che chiude un capitolo di venticinque anni di traffici di droga tra Calabria, Sudamerica ed Emilia-Romagna.

Villa confiscata di Bentivoglio e l’ascesa di Francesco Ventrici

La dimora, situata nella zona periferica di Bologna, era stata acquistata con proventi provenienti dal narcotraffico. Ventrici, considerato uno dei maggiori trafficanti del paese, aveva costruito un impero basato su cocaina e denaro sporco, che gli consentì l’acquisto di proprietà lussuose e la gestione di affari milionari. Dopo una serie di inchieste che hanno messo a nudo i collegamenti fra la Calabria e le reti sudamericane, la magistratura ha disposto il sequestro della villa nel 2024, ponendo fine a un periodo di quasi trent’anni di attività illecita.

Via Mascarella: vita notturna, zona rossa e tensioni quotidiane

Nel cuore della città, via Mascarella è riconosciuta come una delle cosiddette “zone rosse” di Bologna, estesa fino al 31 marzo 2027. L’area ospita locali notturni, ristoranti e centri culturali, ma è anche teatro di frequenti episodi di spaccio e risse. Le testimonianze raccolte da residenti e commercianti descrivono una quotidianità segnata da chiusure forzate e da un clima di insicurezza, nonostante i continui controlli delle forze dell’ordine. Il Comune, preoccupato per le recenti aggressioni omofobe, ha richiesto alla Prefettura un tavolo di discussione dedicato alla sicurezza del quartiere.

Dati sulla criminalità a Bologna nel 2025

Secondo l’ultimo rapporto basato sui dati del Ministero dell’Interno, nel 2025 i reati denunciati in Italia sono calati dell’1,8 % rispetto al 2024, interrompendo quattro anni di crescita. A Bologna, tuttavia, la diminuzione è stata più contenuta, con un calo dello 0,3 %. Analizzando le statistiche del Viminale e geolocalizzando i casi di furto e rapina è emerso che le zone più colpite sono i centri storici e le aree commerciali, dove la concentrazione di attività rende più vulnerabili i negozi e i residenti. La mappatura dei fatti dimostra che, sebbene il trend nazionale sia positivo, la capitale emiliana rimane al quarto posto nell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, con un tasso di 6 058,6 denunce ogni 100 000 abitanti.

Nuove richieste di analisi DNA sulla strage del 2 agosto 1980

La difesa dell’ex terrorista Gilberto Cavallini ha presentato, davanti alla Corte d’assise d’appello di Bologna, una nuova istanza per effettuare analisi DNA sui resti trovati nella bara di Maria Fresu, una delle 85 vittime della strage del 2 agosto 1980. L’avvocato Alessio Pomponi ha chiesto al genetista Emiliano Giardina di confrontare il profilo genetico del frammento facciale rinvenuto nel 2019 con quello delle altre vittime femminili, nonché di approfondire le caratteristiche fenotipiche del campione. La difesa ipotizza l’esistenza di una 86ª vittima, ma la tesi è stata respinta nei precedenti giudizi, dove è stato stabilito che i resti appartenevano a due donne diverse, probabilmente a causa del mescolamento durante le operazioni di soccorso.

Le parti civili, guidate da Paolo Lambertini, hanno contestato la richiesta definendola una “nuova prova” priva di valore probatorio, sostenendo che la catena di custodia dei reperti è stata compromessa e che le analisi non avrebbero potuto modificare il quadro giudiziario già definito. La Corte dovrà ora decidere se autorizzare o meno gli approfondimenti richiesti, con la consapevolezza che un eventuale esito positivo potrebbe riaprire il dibattito sulla dinamica della strage e sul ruolo di eventuali collaboratori inesplorati.

Il panorama è quindi quello di una città che, pur avanzando verso una riduzione della violenza, resta al centro di inchieste che potrebbero riscrivere la sua storia recente.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.