Il prossimo disegno di legge per il 2027 porta in tavola due misure che hanno acceso i dibattiti a Palazzo: una flat tax al 5% per i lavoratori sotto i 30 anni che firmano un contratto a tempo indeterminato, e la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni. Entrambe le iniziative, presentate dalla Lega, mirano a creare un ricambio generazionale nel mercato del lavoro, ma la loro reale fattibilità dipende da costi, condizioni contrattuali e impatti sul bilancio pubblico.
Flat tax al 5% per i giovani assunti a tempo indeterminato
La proposta, inserita nella prima firma di legge presentata dal deputato Luca Toccalini, prevede che chi ottiene il primo impiego stabile prima dei 30 anni paghi un’imposta sostitutiva pari al 5% di Irpef sui redditi fino a 40.000 euro lordi annuali. L’agevolazione si estende per cinque esercizi fiscali, a partire dall’anno di assunzione. Si stima che circa 101.000 neolaureati o primi lavoratori possano beneficiare di questa riduzione, con un risparmio medio di più di 5.000 euro all’anno rispetto alle aliquote ordinarie, che vanno dal 23% al 43% a seconda delle fasce di reddito.
Condizioni contrattuali per le imprese
Il disegno di legge concede al datore di lavoro la facoltà di recedere dal rapporto entro i primi 24 mesi senza penalità. Dopo i primi 180 giorni, il lavoratore avrebbe diritto a un’indennità aggiuntiva pari a tre mensilità lorde, rendendo il “contratto giovani” più flessibile per le aziende. Inoltre, la proposta offre una deducibilità maggiorata del costo del lavoro, portando la quota al 40% per le assunzioni in questione.
Pensione anticipata a 64 anni per i lavoratori con contributi misti
La seconda gamba del progetto riguarda chi si avvicina alla fine della carriera. Attualmente, la pensione anticipata a 64 anni è riservata a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1996 e soddisfa specifici requisiti di anzianità contributiva. La Lega vuole estendere questo diritto anche a chi ha parte della propria storia contributiva nel vecchio sistema retributivo. In cambio, l’intera pensione dovrebbe essere ricalcolata con il metodo contributivo normalmente più svantaggioso per chi aveva anni di contribuzione “premialistica”.
Stime di impatto finanziario
Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha ipotizzato che la misura possa generare circa 80.000 pensionamenti aggiuntivi all’anno, con un costo per lo Stato nell’ordine di 1,5 miliardi di euro, assumendo una sperimentazione triennale. Un’analisi della Cgil indica che un lavoratore con 40 anni di contributi e una retribuzione media di 35.000 euro vedrebbe il proprio assegno mensile scendere da circa 1.726 a 1.543 euro, una perdita del 10,6%.
Altri elementi della proposta della Lega: bollo auto e finanziamento
Parallelamente alle due misure principali, la Lega ha suggerito di ampliare l’esenzione dal bollo auto, già prevista per veicoli di piccola e media potenza, includendo anche modelli più potenti. Il costo annuo del superbollo, attualmente intorno ai 250 milioni di euro, potrebbe essere compensato attraverso un prelievo del 5% sui margini di profitto delle banche, derivante dalle commissioni e dal differenziale tra tassi sui depositi e sui mutui. Si stima che questa fonte di risorse possa generare tra 2,5 e 3 miliardi di euro, a copertura del costo della “Quota 64”.
La concretizzazione di queste proposte dipenderà dalla capacità del governo di trovare le risorse necessarie e dalla volontà parlamentare di approvarle entro la scadenza della legislatura, prevista per l’autunno del 2027.



