L’estate è arrivata con le sue ondate di calore, rendendo il condizionatore un alleato indispensabile per affrontare le giornate più torride. Ma come usarlo nel modo più efficiente e salutare? La risposta è semplice: impostare il termostato a 26°C.
Questa temperatura non è solo un compromesso tra comfort e risparmio energetico, ma anche una scelta che protegge la nostra salute. Vediamo perché.
Il delta T e il risparmio energetico
Il consumo di un condizionatore non dipende tanto dalla temperatura interna quanto dalla differenza tra la temperatura esterna e quella interna, il cosiddetto delta T. Se fuori ci sono 34°C impostare il climatizzatore a 26°C significa chiedere al compressore di coprire uno scarto di 8°C.
Questo sforzo è moderato e il condizionatore raggiungerà rapidamente la temperatura desiderata, lavorando al minimo per mantenerla, soprattutto se dotato di tecnologia Inverter. Abbassare la temperatura a 21°C invece, aumenterebbe lo scarto a 13°C costringendo il compressore a girare alla massima potenza per ore, raddoppiando o triplicando i consumi energetici.
Gli studi di settore stimano che per ogni grado in meno sotto i 26°C i consumi elettrici aumentano di circa il 6/8%. Passare da 26°C a 22°C può quindi gonfiare la bolletta della sola aria condizionata di quasi il 30%.
Il fattore umano e la percezione del calore
Il nostro corpo non percepisce solo la temperatura reale, ma quella apparente, influenzata dall’umidità. Il condizionatore non si limita a raffreddare, ma deumidifica l’aria. Un ambiente a 26°C ha un tasso di umidità relativo basso, intorno al 40-50% che risulta fisiologicamente molto più gradevole di una stanza a 23°C ma fortemente umida.
Impostando i 26°C si ottiene quel clima asciutto che elimina la sensazione di afa e sudore, spendendo pochissimo. Inoltre, mantenere le finestre chiuse quando fuori l’aria è caldissima e tenere le tapparelle giù nelle stanze esposte aiuta a non far entrare il calore.
Proteggere la salute e l’ambiente
Le linee guida della sanità pubblica raccomandano che lo sbalzo termico non debba superare mai i 7-8°C. Entrare in un ambiente a 20°C quando fuori ce ne sono 33°C espone il corpo a uno shock termico che potrebbe causare bronchiti, torcicollo, sbalzi di pressione e mal di testa.
Anche per la salute, quindi, i 26°C rappresentano la barriera di sicurezza ideale. Inoltre, il calore residuo espulso dai condizionatori può contribuire all’isola di calore urbana soprattutto nelle ore serali e notturne e nei vicoli e strade più stretti.
Per ridurre l’impatto ambientale, è possibile usare il condizionatore a costo zero dotando l’abitazione di un impianto fotovoltaico, meglio se con batterie di accumulo. Questo sistema, se dotato di un sistema EPS, protegge anche dai black out.
Impostare il termostato a 26°C è la scelta migliore per un’estate fresca e sostenibile.



