L’attività vulcanica del cratere nord-est dell’Etna ha costretto l’aeroporto di Catania-Fontanarossa a sospendere tutti i voli in partenza e in arrivo per quasi tre giorni. L’allerta, innalzata a rosso il sabato, è stata ridotta ad arancione nella serata di lunedì, permettendo la riapertura immediata dei settori aerei C1 e B3 e la ripresa dei servizi a partire dalle 19:15.
Nel frattempo, le autorità hanno dovuto affrontare un’ondata di disagi: circa 70 voli al giorno, provenienti da Palermo-Falcone Borsellino, sono stati dirottati, generando un afflusso di oltre 10.000 passeggeri aggiuntivi da gestire. Le lamentele sui social hanno evidenziato problemi di abbandono difficoltà nel trovare auto a noleggio e prezzi eccessivi per i trasferimenti, favorendo l’insorgere di tassisti non autorizzati.
Soluzioni di trasporto alternative attivate
Per mitigare l’impatto, la Regione Sicilia, tramite l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, ha organizzato un servizio di collegamento articolato. Con il supporto di Trenitalia l’offerta ferroviaria è stata incrementata di oltre 5.300 posti in tre giorni, con un aumento medio del 63%: 1.814 posti in più sabato, 800 domenica e 2.719 lunedì. Inoltre, più di cento pullman da 50 a 80 posti hanno meticolosamente ferrato i passeggeri verso gli scali di Palermo, Trapani e Comiso.
Dettaglio dei treni potenziati
I collegamenti Catania-Palermo hanno visto l’aggiunta di otto corse con capienza compresa tra 286 e 572 posti, garantendo così una valida alternativa al volo per chi ha dovuto cambiare rotta. Le partenze sono state programmate a cadenza di 2-3 ore, coprendo l’intera giornata lavorativa e facilitando lo spostamento di chi doveva raggiungere il nord-est della Sicilia.
Reazioni politiche e critiche istituzionali
Il gesto regionale non ha placato le proteste. Il movimento Italia Viva ha lanciato una petizione chiedendo le dimissioni dell’assessore Aricò, denunciando una “gestione fallimentare” delle infrastrutture e definendo la Sicilia “in emergenza permanente”. Il Partito Democratico, tramite il segretario regionale Anthony Barbagallo, ha accusato sia il governo nazionale sia quello regionale di parole vuote e di inadeguata risposta operativa.
Il manager della SAC, la società che gestisce Fontanarossa, ha ribadito l’impegno a garantire la continuità delle operazioni in coordinamento con ENAC, la Protezione Civile e gli operatori aeroportuali. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, citando l’emergenza Etna, ha sottolineato la crescente necessità dell’aeroporto di Agrigento-Falcone Borsellino. Parallelamente, l’eurodeputato Marco Falcone ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere chiarimenti sulla protezione dei viaggiatori e sugli interventi delle compagnie aeree.
Impatto a lungo termine e prospettive future
Il caso di Catania dimostra la vulnerabilità di uno scalo strategico situato entro pochi chilometri da un vulcano attivo. Nel 2023, l’aeroporto ha già subito una settimana di limitazioni operative a causa di un’altra fase eruttiva dell’Etna, con effetti simili sui flussi di passeggeri. Le autorità stanno valutando la possibilità di potenziare ulteriormente le infrastrutture di collegamento terrestre e di definire protocolli più rapidi per il ripristino dei voli, in modo da ridurre al minimo il disagio per oltre 12,3 milioni di viaggiatori annui.
Nel frattempo, i passeggeri sono invitati a controllare costantemente lo stato dei propri voli e a considerare le opzioni di trasporto ferroviario o di altri aeroporti, soprattutto in caso di future eruzioni. La vicinanza dell’Etna continuerà a rappresentare una sfida operativa, ma le misure di emergenza messo in atto finora hanno dimostrato una certa capacità di risposta, sebbene non priva di critiche.



