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6 Giugno 2026

Nucleare in Italia: mini-reattori e prospettive future

L'Italia avvia il ritorno al nucleare con mini-reattori di ultima generazione, ma ci sono ancora molte sfide da affrontare

Nucleare in Italia: mini-reattori e prospettive future

L’Italia sta compiendo un passo significativo verso il ritorno all’energia nucleare, con l’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile. Questo disegno di legge, che riguarda sia i reattori di terza che di quarta generazione rappresenta una svolta nel mix energetico nazionale. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga, con i primi mini-reattori previsti solo all’inizio del prossimo decennio.

La strategia italiana per il nucleare sostenibile

Il governo italiano ha avviato un percorso di preparazione che risale al 2026, con la creazione della Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile. La legge delega approvata dalla Camera definisce il quadro di programmazione nazionale, la governance e la disciplina dell’intero ciclo di vita degli impianti. Questi ultimi saranno molto più piccoli rispetto alle tradizionali centrali nucleari e saranno gestiti anche da enti privati, inclusa la gestione dei rifiuti radioattivi un tema ancora irrisolto per i vecchi impianti attivi fino agli anni Ottanta.

Tecnologie avanzate e tempi di realizzazione

Sul piano tecnologico, l’Italia punta ai Small Modular Reactors (Smr) di terza generazione avanzata nel breve-medio termine. Questi reattori, grandi più o meno come tre campi da calcio, rappresentano una soluzione più sicura e flessibile. Nel lungo termine, l’obiettivo è quello di sviluppare i reattori veloci raffreddati al piombo (Amr) di quarta generazione, capaci di non emettere scorie. Tuttavia, questi ultimi non saranno disponibili prima del 2040.

Le sfide e le opportunità del nucleare in Italia

Uno dei principali ostacoli è la copertura dei costi di costruzione, gestione e smantellamento degli impianti, che dovranno essere sostenuti autonomamente dai promotori dei progetti. Inoltre, sono previsti incentivi per i territori che ospiteranno gli impianti, un tema delicato visto il fronte di crisi legato alla vicinanza di un reattore, per quanto piccolo e sicuro.

Sul fronte industriale, nel 2026 è nata Nuclitalia partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, con il mandato di valutare le tecnologie più adatte al contesto italiano. L’Italia ha anche aderito all’Alleanza nucleare europea a guida francese e partecipa a vari progetti di interesse comune europeo sulle tecnologie nucleari innovative.

Il ruolo dell’Europa e la flessibilità fiscale

In parallelo, la Commissione europea ha formalizzato la possibilità per gli Stati membri di richiedere flessibilità fiscale extra per investimenti nella sicurezza energetica. Questo permetterà all’Italia di spendere fino allo 0,3% del PIL per investimenti in energia anziché in difesa, senza sforare lo 0,6% totale. Tuttavia, questa flessibilità è prevista solo per investimenti strutturali, il che significa che le ricadute saranno visibili solo nel futuro, non nel breve termine.

Le reazioni e le critiche

L’approvazione della legge delega ha suscitato reazioni contrastanti. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha definito questa scelta come una scelta di concretezza, non ideologica. Secondo il ministro, il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione e più indipendenza. Tuttavia, l’opposizione ha criticato l’iter seguito e l’utilità del nucleare a scopi militari, anche se il governo ha precisato che il ddl riguarda solo il nucleare civile.

Il ritorno al nucleare potrebbe rappresentare un passo fondamentale per l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione, ma solo se saranno affrontate e risolte le vecchie sfide legate alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti radioattivi.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.