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4 Agosto 2026

Occupazioni abusive: sequestri e sgomberi in Napoli e Roma

Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia partenopea agli interventi dei Carabinieri, ecco come sono stati sventati tre casi di occupazioni abusive in Italia

Occupazioni abusive: sequestri e sgomberi in Napoli e Roma

In un Paese dove la legalità abitativa è spesso messa a dura prova, tre recenti casi di occupazioni abusive sventate hanno riportato un po’ di serenità tra i legittimi proprietari. A Napoli e Roma, le forze dell’ordine hanno agito con determinazione per ripristinare la giustizia, dimostrando che la lotta contro le occupazioni abusive è possibile.

Questi episodi, che coinvolgono famiglie e individui, mettono in luce le difficoltà che i proprietari devono affrontare per riottenere il possesso dei propri immobili. Scopriamo insieme i dettagli di queste vicende.

Il sequestro di un’abitazione occupata per 28 anni a Napoli

Nel rione Sanità di Napoli, un’abitazione è stata sequestrata e restituita alla legittima proprietaria dopo essere stata occupata abusivamente per ben 28 anni. La famiglia Misso, in particolare Celeste Misso, 52 anni, figlia di Umberto Misso e nipote dell’ex boss del rione Sanità Giuseppe Misso, ha visto notificare un decreto di sequestro emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.

L’immobile, situato in vico Donnaregina, era occupato da Celeste Misso e dai suoi due figli, di 20 e 29 anni. Gli agenti del commissariato Vicaria di Napoli hanno notificato lo sgombero, restituendo l’immobile alla proprietaria. Le indagini sono state delegate alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Contestualmente, a Celeste Misso e ai suoi figli viene contestato il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, aggravato dalla circostanza del metodo mafioso, oltre a un allaccio abusivo quinquennale alla rete elettrica. Il marito di Celeste Misso, Vincenzo Prestigiacomo, fu ucciso in un agguato di camorra il 30 ottobre 2006.

L’odissea di Nadia Albertini: tre anni di inferno

Nadia Albertini, 61 anni, proprietaria di un appartamento dato in locazione a una famiglia italiana, ha vissuto un vero e proprio incubo negli ultimi tre anni. L’appartamento, situato nella stessa palazzina in cui vive con la madre anziana, è stato occupato abusivamente, causando alla signora un danno economico che supera i 20mila euro.

Il contratto era a canone concordato e l’immobile era in ottime condizioni, con impianto elettrico nuovo, zona residenziale, garage, giardino e arredamento completo. Dopo appena quattordici mesi, gli inquilini hanno smesso di pagare l’affitto, le spese condominiali e i consumi dell’acqua. Il danno economico supera i 15.000 euro solo tra canoni non riscossi, IMU, imposte, spese condominiali e acqua, a cui si aggiungono le parcelle degli avvocati.

La situazione è peggiorata con una serie di denunce e azioni legali. Nadia Albertini ha iniziato a mandare email per chiedere il pagamento del dovuto, ma è stata denunciata per stalking. Episodi di vandalismo, come offese incise sulla porta del garage e scritte sui muri della palazzina, hanno ulteriormente aggravato la situazione.

Ad aprile 2026, la signora ha ricevuto una diffida che le chiedeva 35mila euro di risarcimento per aver richiesto il pagamento dell’affitto. Il primo accesso per lo sgombero è stato fissato per il 12 maggio 2026, ma è stato rinviato più volte. Il secondo accesso è avvenuto il 15 luglio scorso, ma gli ufficiali giudiziari non hanno potuto procedere allo sgombero perché non erano presenti i servizi sociali.

Nadia Albertini vive in aspettativa non retribuita e deve far fronte ai debiti causati dagli inquilini abusivi. La situazione ha distrutto la sua vita, e lei si chiede dove siano le istituzioni per tutelare le persone oneste.

Il sequestro di un appartamento INPS a Roma

Nel quartiere Magliana di Roma, i Carabinieri della Stazione di Villa Bonelli hanno eseguito il sequestro preventivo di un immobile di proprietà dell’INPS situato in via dell’Impruneta. Il provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina, ha colpito un 24enne di nazionalità peruviana, già noto alle forze dell’ordine e indiziato del reato di occupazione abusiva di edificio.

Le indagini condotte dai militari dell’Arma hanno permesso di ricostruire la vicenda: il giovane si era insediato nell’appartamento dell’ente previdenziale insieme al proprio nucleo familiare almeno a partire da maggio. Una volta raccolti gli elementi probatori e ottenuto il decreto del GIP, i Carabinieri sono intervenuti sul posto per la liberazione dei locali.

Le operazioni di sgombero si sono svolte in un clima di piena collaborazione da parte degli occupanti, senza che si registrassero momenti di tensione né criticità per l’ordine pubblico. Al termine delle formalità, l’unità abitativa è stata formalmente riconsegnata al legittimo proprietario.

Questi tre casi dimostrano che la lotta contro le occupazioni abusive è possibile, ma richiede l’impegno delle forze dell’ordine e delle istituzioni per tutelare i diritti dei legittimi proprietari.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.