Il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, ha lanciato un avviso serio ai viaggiatori: nei prossimi dodici mesi le tariffe aeree in Europa potrebbero subire l’incremento più consistente della storia, con puntate che potrebbero arrivare al 20%. La causa principale è il persistente conflitto in Medio Oriente, che ha spinto il prezzo del petrolio a livelli record, incidendo direttamente sui costi di carburante delle compagnie aeree.
Rincari, margini sotto pressione e reazione dei passeggeri
Durante una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles, O’Leary ha dichiarato che il cari carburante rappresenta una sfida senza precedenti per l’intero settore. Anche con l’eventuale trasferimento di tali costi sui biglietti l’azienda dubita che gli aumenti siano sufficienti a compensare la crescita dei prezzi del petrolio. Questo scenario potrebbe tradursi in margini più ristretti per Ryanair e per le altre low cost, con il possibile rischio di una riduzione della redditività a lungo termine.
Possibili scenari per i consumatori
Se le previsioni si confermeranno, i viaggiatori potrebbero vedere una differenza significativa soprattutto sulle rotte più lunghe o su quelle che partono da aeroporti con costi di atterraggio più elevati. Le compagnie potrebbero inoltre introdurre supplementi carburante o altre tariffe aggiuntive, ma la normativa europea spinge verso una maggiore trasparenza, obbligando le compagnie a mostrare il prezzo totale prima di avviare la procedura di prenotazione.
Nuove norme UE sui bagagli a mano: due pezzi gratuiti dal 2027
A partire dal 23 ottobre 2027, l’Unione Europea ha stabilito che i passeggeri dei voli low cost – tra cui Ryanair, EasyJet e Wizz Air – potranno portare a bordo due bagagli a mano senza costi aggiuntivi. Oltre al tradizionale bagaglio da riporre sotto il sedile, sarà consentito un piccolo zaino o una borsetta. La norma si applica a tutti gli aeroporti situati nell’UE, mentre i voli in partenza dal Regno Unito verso l’Europa potrebbero ancora applicare tariffe aggiuntive per il bagaglio.
Impatto sulla concorrenza e sulla trasparenza dei prezzi
Il Parlamento europeo ha inoltre deciso che le tariffe dovranno essere visualizzate di default prima dell’inizio di qualsiasi processo di prenotazione, eliminando sorprese dell’ultimo minuto. Se a bordo non dovesse esserci più spazio per tutti i bagagli a mano, le compagnie potranno imbarcare gli oggetti in stiva senza addebitare costi aggiuntivi, garantendo così una maggiore protezione del consumatore.
Ristrutturazione della rete Ryanair: chiusura di 13 aeroporti e investimento a Rimini
Nel corso del 2026 Ryanair ha annunciato l’abbandono di tredici aeroporti europei, tra cui Vigo (Spagna), Amman (Giordania), diverse città francesi come Clermont-Ferrand e Rodez, così come aeroporti portoghesi delle Azzorre e vari scali turchi e greci. La decisione è stata motivata dalla necessità di contenere i costi operativi e di esercitare pressione sui gestori aeroportuali per ottenere tariffe più favorevoli.
Dettagli dei tagli e promozione di nuovi hub
La strategia di Ryanair prevede di ridurre gradualmente i voli su tratte poco redditizie fino all’eliminazione totale, un approccio che permette di negoziare riduzioni delle tasse di scalo. Parallelamente, la compagnia ha annunciato un investimento di 200 milioni di dollari per aprire una nuova base operativa a Rimini, con l’obiettivo di servire la stagione estiva del 2027. L’investimento prevede l’assegnazione di due aeromobili, la creazione di 114 voli settimanali su 17 rotte e la capacità di offrire più di 600.000 posti a tariffe agevolate, incluso l’aggiunta di nuove destinazioni verso Dublino, Stoccolma, Tirana e Varsavia.
Queste mosse avvengono in un contesto in cui altre grandi compagnie – Lufthansa, British Airways, Air France e Turkish – hanno già ridotto milioni di posti aerei a causa del caro cherosene. Ryanair, quindi, cerca di bilanciare la riduzione dei costi operativi con un investimento mirato al mercato italiano, dove le autorità locali hanno recentemente abolito l’imposta municipale sugli scali.



